16/6/2012Rosy Bindi, presidente del Pd, cosa risponde a Roberto Formigoni che sostiene che la magistratura vuole far credere che la corruzione esiste solo nella Lombardia efficiente?
«Non è vero. Indagini per corruzione ne sono state fatte in tante altre regioni. Mi pare che Formigoni non possa davvero permettersi di assumere l'atteggiamento della vittima. Farebbe bene a trarne le conseguenze e a dimettersi. Se lo facesse ora, salverebbe un pezzo della sua storia».
Perché?
«Ora che è indagato il suo direttore generale della Sanità non può più dire che non c'entra. Aspettiamo che la magistratura faccia il suo lavoro, ma se dovessero essere confermate le accuse, sarebbe la conferma che chi dovrebbe governare il sistema sanitario lombardo non è più in grado di farlo».
Il sistema sanitario lombardo è malato?
«Bisogna sfatare l'idea che un sistema efficiente possa giustificare comportamenti impropri. Come è noto, io non ho mai avuto buoni rapporti con Don Verzè. Uno degli ultimi suoi atti è stato il risarcimento che mi ha pagato per una querela persa. Anche il San Raffaele era giudicato un ospedale di grande efficienza prima dei fatti gravi che sono accaduti».
Cosa c'è che non va nella sanità lombarda?
«Quando un sistema produce un simile livello di corruzione, orrori, e cattivo utilizzo di denaro pubblico non si può parlare di eccellenza. Un buon sistema non può basarsi sull'aumento della produzione, cioè delle prestazioni. Premia la salute non la malattia».
Quello lombardo, invece?
«Quando fu teorizzato era molto diverso dal resto d'Italia. Mentre io da ministro della Sanità varavo una riforma che rafforzava il servizio sanitario pubblico, Formigoni puntava sulla libera scelta, sulla separazione tra produttori ed erogatori. Poi si è dovuto correggere, ma se in un sistema il privato è così forte c'è un condizionamento».
In che senso?
«Il mercato sanitario è molto asimmetrico. Chi produce è molto più forte di chi consuma. Chi paga i produttori con denaro pubblico non deve essere subalterno ai poteri forti. Questa ultima vicenda prova , invece, che la Regione non solo pagava ai privati le prestazioni, ma finanziava le tecnologie».
Formigoni celebrerà il Lombardia day.
«Non mi stupisce, conoscendo il personaggio. Non vedo cosa ci sia da celebrare. Si faccia da parte e si tomi al voto».

Si può sacrificare la Costituzione al governo del Paese? Io non sono disponibile e credo che come me non lo siano né il presidente della Repubblica né il presidente del Consiglio, che pure ha legato la vita del suo esecutivo al precorso delle riforme istituzionali e costituzionali. Ma il rischio c’è stato ed è inutile nascondercelo. Troppa è stata l’enfasi sulla Convenzione, il comitato dei saggi, il gruppo di esperti evocati in queste settimane e varie sedi, istituzionali e non, come facilitatori o mallevadori di un processo di riforme che tutti considerano ineludibile.
«Il discorso di Letta ambizioso e apprezzabile»
Rosy Bindi intervistata da Sky Tg24 nel giorno della votazione della fiducia alla Camera al governo guidato dall'ex vicesegretario del Pd.


