02 Febbraio 2010Il legittimo impedimento e la serenità dei cittadini
di Rosy BindiLa proposta di legge sul legittimo impedimento vorrebbe assicurare, secondo le intenzioni della maggioranza, "il sereno svolgimento delle funzioni attribuite" al presidente del Consiglio e ai membri del Governo. Questo pomeriggio alla Camera, ho illustrato un subemendamento con il quale il Pd ha chiesto di sopprimere la parola "sereno" dal testo del provvedimento. Questo è il resoconto del mio intervento in aula.
Anche se è molto semplice e di immediata comprensione sappiamo, con questa richiesta, di chiedere ai membri della maggioranza e a quelli del Governo un atto di onestà intellettuale, un atto di verità o, più semplicemente, di sincerità o, ancora il superamento di un'ipocrisia. Sappiamo di chiedere molto, perché - come ben sapete - il diritto alla serenità di governare è stato posto alla base prima del lodo Alfano e adesso di questo provvedimento.
Ricordavamo il diritto al perseguimento della felicità nella dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America e qualche teoria politica che affidava alla politica stessa la felicità dei cittadini. La Costituzione italiana ha una visione più laica e temperata sia dei diritti di cittadinanza sia della funzione della politica e delle istituzioni. Essa vuole, piuttosto, la realizzazione piena della persona e affida alle istituzioni il compito di rimuovere gli ostacoli che si frappongono a questa finalità. Voi, invece, vorreste introdurre il diritto alla serenità a governare. Lasciatemi dire che questo uso mistificante, di una parola tanto impegnativa, non ci sembra utile, tanto più vedendo i risultati delle votazioni. Risparmiateci almeno l'uso scorretto delle parole.
La serenità è uno stato permanente e profondo della persona che da niente viene turbato. Questa parola è stata usata in momenti solenni. Si ricorda che Tommaso Moro e Bonhoeffer andarono verso il martirio sereni. Sandro Pertini colse la serenità nel volto di Bachelet ucciso dalle Brigate Rosse. Molto più semplicemente il salmista ricorda che un bambino è sereno come quando è nel grembo della propria madre o è affidato a lei. Ma lo stesso Epicuro ci ricorda che l'uomo sereno non chiede serenità ma la procura agli altri, così come Seneca ad un amico in cerca di un modo per superare il vuoto della vita gli dedica La tranquillità dell'animo. Credo che la serenità appartenga al foro interno e la possiede chi è a posto con la propria coscienza, perché questa è la fonte della serenità. Non è un giudizio al quale si è esposti da un foro esterno.
Vi chiediamo di non usare questa parola e questo termine come l'ennesimo esempio - questa volta più spudorato di altri - di mischiare l'interesse pubblico con quello privato di chi governa, perché chi governa risponde alla legge e all'interesse generale. I suoi turbamenti interiori, le sue preoccupazioni personali, le fatiche e gli oneri di questa responsabilità non possono essere messi in conto ai cittadini. Qual è la serenità dei cittadini, di cui chi governa dovrebbe prendersi carico? Dove è finita questa preoccupazione? Cosa volete farci credere, che la mancanza di serenità del Presidente del Consiglio, sottoposto a giudizi, ha impedito al Governo di affrontare la crisi economica? O di combattere la disoccupazione? Di riformare e di non tagliare le spese a favore della scuola? Di superare le disuguaglianze del Mezzogiorno? Di combattere la povertà?
Pensate proprio di far credere ai cittadini che rischiano di perdere la serenità che tutto questo dipende da un Presidente del Consiglio che non è sereno per colpa dei magistrati? No. Tutto questo accade per due motivi: o perché non è presente la serenità profonda o perché non siete capaci a governare i problemi del paese. E purtroppo, io credo che in questo caso, siano presenti entrambi questi due motivi e non sarà questo provvedimento che restituirà serenità ai cittadini e nemmeno al Presidente del Consiglio.

SERENITA'
Lasciato da Agostino il giorno 04 Febbraio 2010 alle 11:09
sete di moralità
Lasciato da margherita il giorno 03 Febbraio 2010 alle 22:15
Una grande delusione
Lasciato da Annamaria il giorno 03 Febbraio 2010 alle 18:34

Il Pd deve fare in modo che il tempo dell'agonia del berlusconismo sia utilizzato per fare almeno alcune riforme istituzionali (riduzione del numero dei parlamentari e superamento del bicameralismo perfetto) e una nuova legge elettorale. E in questa fase il primo compito del Pd è quello di essere unito e di salvaguardare in primo luogo, come partito del nuovo Ulivo, il suo profilo plurale.
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La Camera ha approvato un emendamento del Pd interamente soppressivo del dl "salvaliste" su cui il Governo aveva espresso parere contrario. Una meritata sconfitta politica di questa maggioranza e di questo governo arrogante.


