4/2/2010Il 2010 non prevede solo le elezioni regionali, importanti per il Partito democratico, ma anche le elezioni del consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu), indette per il 12 e 13 maggio 2010, che dovrebbero vedere partecipe l'organizzazione dei Giovani democratici.
Ci si chiederà cosa c'entrano i Giovani democratici con il Cnsu. La risposta è semplice. Visto l'imperversare delle destre nelle nostre università, il ruolo dei Gd dovrebbe essere quello di favorire l'intesa tra tutte le forze del centrosinistra all'interno dell'università e comporre alleanze omogenee in tutte le circoscrizioni elettorali. Quindi, battere le destre e creare un interlocutore di segno politico opposto per controllare l'operato del ministero dell'università e, possibilmente, fare in modo che certe "aberrazioni legislative" possano essere denunciate e non coperte. Ma per fare ciò, occorre concretizzare la linea uscita dall'ultimo congresso nazionale del Pd, ovvero organizzare una presenza attiva del partito nei luoghi di lavoro e di studio e, quindi, confrontarsi e aprirsi a tutte quelle realtà che vivono quotidianamente quei mondi.
Il problema è: la dirigenza dei Gd cosa sta facendo? Segretario e segreteria dei Gd che ruolo stanno giocando in questa fase? C'è una linea nazionale? Si predilige una linea del trattare circoscrizione per circoscrizione, dando mandato ai segretari regionali di imbastire un dialogo "locale", o siamo come Casini e attuiamo la politica dei due forni? Vogliamo andare da soli, in virtù di reminiscenze di vocazione maggioritaria di stampo veltroniano, oppure ci mettiamo d'impegno e creiamo un'alleanza larga su programmi, idee e nomi, seguendo il percorso del confronto intrapreso a livello politico nazionale dal segretario Bersani? Per essere una realtà viva dei "luoghi del sapere", occorre l'umiltà dell'ascolto nei confronti di chi tutti i giorni si batte per i problemi concreti degli studenti universitari: aule poco capienti, sessioni d'esame impensabili, logiche imprenditoriali che soffocano gli atenei, ecc.
Per questo un'omogenea alleanza in tutte le circoscrizioni per le elezioni del Cnsu sarebbe salutare per i tutti coloro che si riconoscono nel valore centrale e strategico del "Sapere". È necessario convocare al più presto una direzione nazionale dei Gd per assumere una linea politica unitaria, mettendo da parte egoismi e ripicche personali.

Il Pd deve fare in modo che il tempo dell'agonia del berlusconismo sia utilizzato per fare almeno alcune riforme istituzionali (riduzione del numero dei parlamentari e superamento del bicameralismo perfetto) e una nuova legge elettorale. E in questa fase il primo compito del Pd è quello di essere unito e di salvaguardare in primo luogo, come partito del nuovo Ulivo, il suo profilo plurale.
Bindi: «Non prendiamo lezioni da Gasparri e Quagliariello»
La presidente del Pd, nel giorno del suo intervento alla Festa Democratica nazionale di Torino, critica la contestazione al presidente del Senato Schifani ma respinge al mittente le accuse del Pdl.

La Camera ha approvato un emendamento del Pd interamente soppressivo del dl "salvaliste" su cui il Governo aveva espresso parere contrario. Una meritata sconfitta politica di questa maggioranza e di questo governo arrogante.


