1/3/2010«Le regole sono le regole»: Rosy Bindi, presidente del Pd e vicepresidente della Camera, è netta sull'esclusione della lista Pdl a Roma.
Il Pdl si appella a Napolitano per l'ammissione della lista. È il caso?
«È che sono abituati a non aver fiducia nella giurisdizione... Io preferirei vincere anche nel Lazio battendoli e non perché manca la lista, ma le regole sono le regole. L'hanno fatta grossa, ora aspettino la Corte d'appello. Ma quel che è successo è evidente prova non di un problema organizzativo ma politico».
Perché?
«È chiaro che, se una lista non viene presentata, non è perché manca una firma o si fa tardi, ma perché sino all'ultimo momento si litiga e non c'è nessuno che abbia l'autorevolezza politica per risolvere problemi e casi aperti. Quel che è successo a Roma dimostra che il Pdl è in grande confusione. Non è solo questione di rapporti tra Fini e Berlusconi».
Il Pd ha fatto tutto quel che doveva, in Parlamento, per far emergere questa confusione? Le critiche non mancano.
«Francamente non sento di meritare accuse di questo genere. La nostra opposizione, che non è mai mancata, difficilmente può ottenere risultati perché ad un certo punto si vota e i numeri sono quel che sono. A meno che, come è successo per il decreto sulla Protezione civile, fattori esterni - come l'inchiesta sugli appalti - e sponda istituzionale - in questo caso Fini - non consentano una vittoria importante in termini di modifiche».
Però, altra accusa che vi si rivolge, solo l'avvicinarsi delle elezioni vi ha fatto riscoprire l'antiberlusconismo. Non è così?
«Se anche ci volessimo distrarre dall'antiberlusconismo, c'è Berlusconi a riportarci sulla retta strada. È normale che, parlando per la prima volta della questione morale - forse più grave di tangentopoli - che investe il Paese, il premier dica che i magistrati sono peggio della criminalità? Dovremmo far finta di non aver sentito? Non possiamo che ritrovarci nella saggezza e nell'equilibrio del presidente della Repubblica, che non è certo antiberlusconiano ma difende le istituzioni».
Cosa vorrà dire nell'imminente discussione delle riforme della giustizia?
«Abbiamo detto che siamo pronti a discutere di riforme. Ma continueremo ad opporci a leggi costruite a misura del premier. Parliamo del caso Mills: solo a Minzolini è sfuggito che la Cassazione ha stabilito che il reato è prescritto ma è stato commesso. Berlusconi dice di voler dimostrare la sua innocenza? C'è un solo modo: si faccia processare invece di insistere con leggi ad personam».
Avete detto che le regionali devono dimostrare l'esistenza di una alternativa al centrodestra. Una prova a metà, visto che l'Udc ha fatto alleanze sia con voi sia col Pdl?
«Trovo incomprensibile che l'Udc abbia fatto accordi col Pdl nel Lazio - l'appoggio a Polverini è nato ben prima che potessero accampare l'alibi Bonino - o in quel Meridione che paga prezzi alti per quella Lega che Casini dice di voler combattere al Nord. Ma abbiamo fatto bene a volere alleanze dove possibile. Però deve esser chiaro che, dopo le regionali, finisce la ricreazione. L'Udc non potrà più lucrare su una legge elettorale che lascia mani libere».
È così sicura che voglia allearsi col Pd?
«Non ho mai dato per scontato che l'Udc sia disponibile all'alleanza con il centrosinistra. Anzi, ho sempre pensato che Casini sia interessato a combattere per la leadership del centrodestra bonificato da Berlusconi. Ma dobbiamo perseguire la possibilità di una alleanza. Detto questo, una cosa è certa: per le politiche dovrà schierarsi. Io continuerò ad adoperarmi, e credo di non essere la sola nel Pd, per rafforzare il bipolarismo italiano, non per metterlo in discussione».
Quante regioni deve conquistare il Pd per dire di aver vinto le elezioni?
«Naturalmente io spero di vincere in tutte e tredici. Siamo competitivi e anche Berlusconi sa che non farà quel pieno che pensava di fare. Pianteremo più bandierine noi di loro».

Deficit di Democrazia
Lasciato da Turi Maria il giorno 07 Marzo 2010 alle 13:50
Suvvia, Presidente BINDI, un po' di autocritica non guasterebbe
Lasciato da Top Ganz il giorno 04 Marzo 2010 alle 12:18

Vorrei chiedere scusa a Fabrizio Gifuni, preso di mira da alcuni giovani e meno giovani del Pd. Mi dispiace per il grottesco tiro al bersaglio di cui è stato oggetto. Mi pare triste che si sia cercata visibilità sui giornali (non nel partito e tra i nostri iscritti) polemizzando sul suo saluto alla nostra manifestazione di Roma contro la manovra.
Rosy Bindi al Caffè di Rainews24
Corradino Mineo intervista la presidente dell'Assemblea nazionale del Partito Democratico.

La Camera ha approvato un emendamento del Pd interamente soppressivo del dl "salvaliste" su cui il Governo aveva espresso parere contrario. Una meritata sconfitta politica di questa maggioranza e di questo governo arrogante.


