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21 Giugno 2010

Quando i giovani non hanno il coraggio dell’età

di Rosy Bindi



Vorrei chiedere scusa a Fabrizio Gifuni, preso di mira da alcuni  giovani e meno giovani del Pd. Mi dispiace per il grottesco tiro al bersaglio di cui è stato oggetto. Mi pare triste che si sia cercata visibilità sui giornali (non nel partito e tra i nostri iscritti) polemizzando sul suo saluto alla nostra manifestazione di Roma contro la manovra.

Anziché ringraziarlo per ciò che aveva detto (ma lo hanno sentito?) e magari riflettere sul ruolo della cultura nella formazione delle nuove generazioni e della coscienza civile del nostro paese, si sono lanciati in una reprimenda da vecchi bacchettoni. Abbiamo avuto una prova che l'anagrafe non garantisce freschezza d'idee e qualità della classe dirigente.

Le dispute nominalistiche sono spesso il rifugio di chi è incapace di guardare ai problemi del presente e pensare il futuro. Non credo che al nostro partito e al nostro dibattito servano dispute di questo genere. Tante volte abbiamo insistito sulla natura plurale del Pd e sulla novità di un partito che unisce e mescola storie, culture, biografie diverse. Ma la prima condizione per mescolare è accogliere e accettare, senza chiedere abiure, chi vuole stare con noi, chi condivide il nostro progetto e il nostro programma per l'alternativa. Una condizione che deve valere per tutti: per chi arriva al Pd dalla tradizione democristiana e cattolico democratica o da quella comunista e socialista o si affaccia alla politica senza aver sperimentato alcuna militanza di partito.

Sentirsi ed essere democratici e non più solamente degli "ex", significa aprirsi davvero ad una forma partito originale che insieme dobbiamo avviare e sperimentare ma che non può essere costruita su diffidenze o ripicche reciproche né sul vuoto della memoria, a meno di non immaginarci tutti  all'improvviso come tanti "rinati" senza una storia.

La richiesta di pari dignità, culturale e politica, che da qualche tempo torna insistente da parte di ex popolari è probabilmente legittima e segnala un problema che va condiviso. Ma non può essere svilita da polemiche occasionali così distanti dalle urgenze vere del paese. Queste urgenze le abbiamo elencate al Palalottomatica: il lavoro, la scuola, la sanità, la cultura, il Mezzogiorno, la questione democratica e morale.

Gli italiani ci chiedono di dare risposte efficaci su questi problemi,  di essere all'altezza dei cambiamenti necessari. E se i democratici si faranno ascoltare e capire, se sapranno indicare un'Italia migliore forse ci saranno meno rimpianti sul passato e più fiducia nel Pd. 
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09 Settembre 2010 Ore 17,30, Roma - Parco del Celio in via S. Gregorio. Dibattito con Rosy Bindi, Maurizio Gasparri, Roberto Maroni e Andrea Riccardi.
30 Agosto 2010
Postato da Rosy Bindi

Il Pd deve fare in modo che il tempo dell'agonia del berlusconismo sia utilizzato per fare almeno alcune riforme istituzionali (riduzione del numero dei parlamentari e superamento del bicameralismo perfetto) e una nuova legge elettorale. E in questa fase il primo compito del Pd è quello di essere unito e di salvaguardare in primo luogo, come partito del nuovo Ulivo, il suo profilo plurale.
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04 Settembre 2010
Bindi: «Non prendiamo lezioni da Gasparri e Quagliariello»
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14 Aprile 2010
La Camera ha approvato un emendamento del Pd interamente soppressivo del dl "salvaliste" su cui il Governo aveva espresso parere contrario. Una meritata sconfitta politica di questa maggioranza e di questo governo arrogante.