2/7/2010Il diritto di raccontare
di Roberto Saviano - da La RepubblicaDi seguito la trascrizione dell'intervento che Roberto Saviano ha fatto il primo luglio in piazza Navona, alla manifestazione indetta dalla Federazione Nazionale della Stampa contro il ddl Alfano sulle intercettazioni.
Io semplicemente volevo essere qui per partecipare, non sono bravo a parlare in piazza. Tutti questi vostri applausi mi tagliano il fiato, però volevo esserci, ma innanzitutto raccontare quello che sta accadendo. Diventa sempre più difficile e sempre più necessario. Come ho cercato anche di scrivere, c'è un grande fraintendimento in questa vicenda. Ci viene raccontato che questa legge difenderà la privacy. La privacy è sacra, è un elemento fondamentale della democrazia, rendere fragile, compromettere la privacy significa in qualche modo compromettere tutto il resto, tutta la struttura che ha una democrazia.
Ma questa legge non difende affatto la privacy. Su questo bisogna essere chiari, semplici, diretti nel raccontare, nel far capire questo. Non è vero che questa legge difende, come è stato detto, le telefonate tra fidanzati. Questa legge ha un unico scopo: impedire che i giornalisti, e non soltanto loro, possano farci conoscere quello che sta accadendo; impedire che il potere possa essere raccontato.
Quindi la privacy che loro vogliono difendere è la privacy degli affari, anzi dei malaffari. Questo è fondamentale capirlo, è fondamentale capire anche un'altra cosa che forse è nel profondo di tutti i visi che sto vedendo, di tutte le persone che sono qui questo pomeriggio, in questa serata infrasettimanale nonostante il lavoro, nonostante il caldo. Ciò che stiamo facendo, ciò che state facendo, supera i confini italiani, perché compromettere la libertà di stampa, il racconto, compromette anche la possibilità di indagare in Europa. Ecco, difendere la democrazia qui significa non permettere che possa essere compromessa in Europa.
Quello che stiamo facendo lo stiamo facendo anche e soprattutto in nome di regole universali. Che permettono altrove di raccontare, di essere liberi. Tutt'altro che diffamare il paese, tutt'altro che compromettere l'immagine dell'Italia nel mondo. Insomma, io sono anche convinto che questa battaglia sia trasversale, è una battaglia che non riguarda neanche più le parti politiche. Sono convinto che, in qualche modo, in Italia stia accadendo qualcosa di molto pericoloso e complicato, cioè che si stia iniziando a dividere il paese in persone perbene, indipendentemente dalle idee, e banditi, indipendentemente dalle idee. Mi hanno ferito ieri le parole di Marcello Dell'Utri che per l'ennesima volta ha definito Mangano un eroe. Semplicemente non possiamo far passare queste cose come naturali, come una boutade politica, come una semplice provocazione. È gravissimo, non è pensabile.
L'utilizzo delle intercettazioni, per esempio, ha permesso a molti di raccontare gli affari che riguardano l'imprenditoria criminale che aveva coinvolto Nicola Cosentino, il sottosegretario allo Sviluppo. Se ci fosse stata questa legge-bavaglio non avremmo mai potuto saperlo. Ecco, quello che voglio ribadire è che in qualche modo ci stanno spingendo a dire: "Tanto è tutto uno schifo, è tutto una chiavica", come si dice al mio paese. E questo non bisogna pensarlo, perché è esattamente quello che vogliono.
Resistere è una parola complicata, forse spesso un po' abusata, quasi come la parola amore che se la ripeti troppo spesso, se la spendi troppo insomma, si lercia. In qualche modo resistere oggi significa permettere di raccontare, voi lo racconterete a qualcun altro e qualcun altro ancora a qualcun altro e soprattutto senza avere paura di confrontarsi con gli altri, senza pensare male o criminalizzare chi ha votato in maniera differente, chi la pensa in maniera diversa. Credo che ci sia uno spazio in questo momento per parlare al cuore delle persone.
Ieri ero a Viterbo, una città feudo del Pdl eppure c'erano migliaia di persone ad ascoltare delle storie che qualcuno non ha condiviso e qualcun altro sì. Secondo me questo è il momento per parlare al cuore di molte persone e sognare un paese diverso. Danilo Dolci, che era un grande filosofo che visse in Sicilia nonostante fosse settentrionale, diceva che possiamo crescere solo se sappiamo sognare di crescere. Allora io credo che l'Italia potrà crescere solo se iniziamo a sognarla.
NON CI SONO COMMENTI
09 Settembre 2010
Ore 17,30, Roma - Parco del Celio in via S. Gregorio. Dibattito con Rosy Bindi, Maurizio Gasparri, Roberto Maroni e Andrea Riccardi.

30 Agosto 2010
Postato da Rosy Bindi
Il Pd deve fare in modo che il tempo dell'agonia del berlusconismo sia utilizzato per fare almeno alcune riforme istituzionali (riduzione del numero dei parlamentari e superamento del bicameralismo perfetto) e una nuova legge elettorale. E in questa fase il primo compito del Pd è quello di essere unito e di salvaguardare in primo luogo, come partito del nuovo Ulivo, il suo profilo plurale.
Il Pd deve fare in modo che il tempo dell'agonia del berlusconismo sia utilizzato per fare almeno alcune riforme istituzionali (riduzione del numero dei parlamentari e superamento del bicameralismo perfetto) e una nuova legge elettorale. E in questa fase il primo compito del Pd è quello di essere unito e di salvaguardare in primo luogo, come partito del nuovo Ulivo, il suo profilo plurale.
04 Settembre 2010
Bindi: «Non prendiamo lezioni da Gasparri e Quagliariello»
La presidente del Pd, nel giorno del suo intervento alla Festa Democratica nazionale di Torino, critica la contestazione al presidente del Senato Schifani ma respinge al mittente le accuse del Pdl.
Bindi: «Non prendiamo lezioni da Gasparri e Quagliariello»
La presidente del Pd, nel giorno del suo intervento alla Festa Democratica nazionale di Torino, critica la contestazione al presidente del Senato Schifani ma respinge al mittente le accuse del Pdl.

14 Aprile 2010
La Camera ha approvato un emendamento del Pd interamente soppressivo del dl "salvaliste" su cui il Governo aveva espresso parere contrario. Una meritata sconfitta politica di questa maggioranza e di questo governo arrogante.
La Camera ha approvato un emendamento del Pd interamente soppressivo del dl "salvaliste" su cui il Governo aveva espresso parere contrario. Una meritata sconfitta politica di questa maggioranza e di questo governo arrogante.


