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27/11/2009

La credente capace di parlare a tutti, ecco a voi Rosy Bindi
di Roberto Monteforte - da L'Unità


Rosy la «pasionaria», la toscana tenace. La «credente» rispettosa dei dettami della Chiesa, ma capace di assumersi in autonomia le proprie responsabilità politiche e istituzionali pagando anche il prezzo dell'incomprensione, come le capitò da ministro della famiglia quando avanzò la proposta dei Dico (il riconoscimento dei diritti dei conviventi). Che si confronta in modo aperto sulla bioetica e sul fine vita, sui nuovi diritti in una società sempre più multietnica e multiculturale, e sui temi dell'identità, della sicurezza, dell'accoglienza. Dello sviluppo e della democrazia economica. C'è tutto questo nel «Quel che è di Cesare» (editore Laterza pagine 127, costo 10 euro) la sua biografia politica, non solo raccolta, ma anche sollecitata - soprattutto sui temi della bioetica - dalla cronista parlamentare Giovanna Casadio.

Pagine dense e sincere che parlano di una scelta di vita al servizio del bene comune. Una scelta da «credente» che fa sua la dimensione della laicità, non solo come affermazione dell'autonomia del politico cattolico, ma anche di una politica che non può essere totalizzante, che deve avere limiti precisi. «In fondo la critica più radicale al potere assoluto e al cesarismo si trova nel Vangelo, perché - spiega - a Cesare si restituisce la moneta e non si consegna mai la persona, la sua libertà e la sua dignità».

Lo afferma mettendo in guardia dagli ideologismi dogmatici clericali e laicisti. Indica una via, quella del confronto, dell'ascolto delle ragioni dell'altro. È così che si batte il «cesarismo moderno» e si ridà dignità etica alla politica. È l'esperienza di laicità del cattolicesimo democratico che la Bindi ripropone. Esperienza «minoritaria», ma essenziale all'interno del cattolicesimo politico. Con due assi portanti, essenziali e attualissimi: la lezione del Concilio Vaticano II e la Carta Costituzionale.

Coniugare principi liberali e questione sociale, costruire una democrazia moderna: è stata la lezione «laica» di Alcide De Gasperi e di Aldo Moro, fautori di un progetto politico che fosse convincente anche per i laici. La Bindi l'attualizza. Lo fa smascherando i tentativi della «destra nel nome di Dio» di presentarsi come l'unica vera interprete dei valori che stanno a cuore alla Chiesa. Sottolinea il basso tasso di laicità di chi è alla ricerca del «voto del cielo». Invita al coraggio politico non solo i cattolici chiamati a misurarsi con la sfida bipolare, lasciandosi alle spalle improponibili nostalgie neocentriste. Ma anche l'intero Pd: il partito che ritiene il naturale erede di questo percorso. Occorre guardare avanti.


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09 Settembre 2010 Ore 17,30, Roma - Parco del Celio in via S. Gregorio. Dibattito con Rosy Bindi, Maurizio Gasparri, Roberto Maroni e Andrea Riccardi.
30 Agosto 2010
Postato da Rosy Bindi

Il Pd deve fare in modo che il tempo dell'agonia del berlusconismo sia utilizzato per fare almeno alcune riforme istituzionali (riduzione del numero dei parlamentari e superamento del bicameralismo perfetto) e una nuova legge elettorale. E in questa fase il primo compito del Pd è quello di essere unito e di salvaguardare in primo luogo, come partito del nuovo Ulivo, il suo profilo plurale.
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04 Settembre 2010
Bindi: «Non prendiamo lezioni da Gasparri e Quagliariello»
La presidente del Pd, nel giorno del suo intervento alla Festa Democratica nazionale di Torino, critica la contestazione al presidente del Senato Schifani ma respinge al mittente le accuse del Pdl.
14 Aprile 2010
La Camera ha approvato un emendamento del Pd interamente soppressivo del dl "salvaliste" su cui il Governo aveva espresso parere contrario. Una meritata sconfitta politica di questa maggioranza e di questo governo arrogante.