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Successive
«Il Pd dica no a una Convenzione per le riforme che, da come si prospetta, non avrebbe legittimazione e mandato da parte dei cittadini, mortificherebbe le prerogative del Parlamento e derogherebbe alla procedura di revisione costituzionale stabilita dalla Costituzione stessa».
«Erano prevedibili le sue forzature, come quella di spacciare per abolizione dell’Imu la sospensione della rata di giugno sulla prima casa. In realtà il governo si è mosso con la giusta cautela sul fronte casa e ha impegnato risorse importanti per l’emergenza lavoro: una delle priorità delle famiglie e del Pd».
«Penso che le famiglie apprezzeranno la scelta del Parlamento sulla sperimentazione e l’investimento economico previsto. Mi auguro che Vannoni ci ripensi e non deluda le attese dei malati e dei loro familiari».
«Il tempismo del Pdl sulle intercettazioni se non è sospetto è certamente inopportuno. Sono giorni che Berlusconi e i suoi pretoriani attaccano la magistratura, prima a Brescia e poi a Milano, con toni inaccettabili».
«Dalle audizioni di oggi in commissione Affari sociali è emersa la necessità di emendare il decreto sul cosiddetto metodo Stamina. La nostra principale preoccupazione è verso i malati e le loro famiglie di cui comprendiamo l’angoscia e il dolore».
«Bene l'annuncio di Letta sulla priorità di una riforma della legge elettorale. All'Assemblea del Pd avevo chiesto di non aspettare 18 mesi, ma di procedere in 18 settimane. È giusto sgombrare il campo dal rischio di tornare alle urne con un sistema che si è rivelato fallimentare».
Scandisce bene le parole, quasi che il farlo potesse servire a controllare il travaglio perfino la rabbia che la tormenta: «È l'anniversario dell'assassinio di Aldo Moro, e io non accetto paragoni tra allora e oggi: nel '76 si affrontò l'emergenza cercando di costruire il futuro,adesso tentiamo malamente di chiudere con il passato. È per questo che noi dobbiamo sostenere con lealtà il governo, ma sapendo che non è il governo del Partito democratico; io, personalmente, farò quanto possibile: ma avendo chiaro che il Pd che ho in testa e non credo di esser la sola è un partito alternativo alla destra. L'idea che è giunto il tempo di una "pacificazione" col berlusconismo, è irricevibile: venti anni di storia non si cancellano così».
«Solo per disciplina di gruppo voterò a favore della risoluzione di maggioranza sul Def. Il testo della Camera è un cattivo esempio della cosiddetta pacificazione».
Votai contro il via libera della direzione Pd a un governo di larghe intese a tutto tondo politico, cui avrei preferito un governo istituzionale, meno politicamente impegnativo e coinvolgente. Anche per ragioni di metodo e di coerenza nella linea politica. Troppe le oscillazioni: nel giro di due mesi siamo passati dal governo per il quale si era cercato il sostegno del M5S, al governo di minoranza che altri avrebbero dovuto «non impedire», al governo di scopo o del presidente, sino appunto al governissimo cui siamo nostro malgrado approdati un’ora prima delle consultazioni al Quirinale. Concedendo a Enrico Letta ciò che Bersani, e noi con lui, rifiutammo subito dopo il voto: un governo Bersani che il Pdl si rese immediatamente pronto a sostenere.

Un dialogo importante in cui il presidente Napolitano e Papa Francesco hanno intrecciato e, in qualche modo, anche scambiato le parole "conversione" e "cambiamento", registrando una forte sintonia nel segno di quella collaborazione tra Stato e Chiesa per il bene comune delineata nella Costituzione. Sono grata al pontefice per il riconoscimento del contributo dei cattolici italiani al progresso delle istituzioni democratiche e per l'invito a colmare con l'impegno politico lo scarto tra l'affermazione dei principi e la loro concreta attuazione, che la crisi economica sta allargando in modo acuto.
«Il discorso di Letta ambizioso e apprezzabile»
Rosy Bindi intervistata da Sky Tg24 nel giorno della votazione della fiducia alla Camera al governo guidato dall'ex vicesegretario del Pd.


